PARTE SECONDA

gennaio 1, 2005

2

“Bella! Scritta bene! Ma cosa significa?”

“Che sei un deficiente.”
Il pischelletto si lascia prendere dalla rabbia, vedo in anticipo la sua spalla contrarsi, il suo pugno stringere le nocche fino a mutarle in salsicciotti rigidi e violacei.

“Colpiscimi, stronzo ignorante.
Vedrò il tuo vero volto e lo vedrai anche tu.”

La sua mano vibra, trema, rimango immobile sul panchetto fissandolo negli occhi.

“Confermami quanto sei stronzo, animale.
Non riesci a parlare e vuoi colpirmi…”

“Vaffanculo!”

“Bravo, adesso prova con un soggetto, un verbo ed un complemento ogg.”

“Io ti ammazzo!”

“Bravissimo! Che progresso!”

Mi alzo di scatto, faccia a faccia, respiro sul suo naso pieno di brufoli.

“Avanti, stronzo, uccidimi…”

L’inatteso, l’imprevedibile.

“UCCIDIMI!”

Urlo e ruggisco, sciolgo la criniera nera di sfinge oscura.
Un lungo respiro e la feccia si allontana.
Sottosviluppato, demente, minorato.
Un midollo osseo ed un sistema nervoso periferico basterebbe per questi semiumani, inutili contenitori di cervelli inutili.
Soprattutto stasera.
Domani saranno ancora dei geni incompresi con le loro mani che producono, che vendono e comprano, alimentando un economia basata sulla schiavitù monetaria.
Domani serviranno ancora.
Ma stasera li odio tutti.
TUTTI.


Finalmente solo.
Solito ufficio, stessa birra.
Le stesse cazzate di sottofondo.
L’abat-jour mi riscalda di luce simile al tabacco, almeno trenta sigarette accese, bocche che aspirano e soffiano, intervallando sbattiti di ciglia e sorrisi.
Sguardi sfuggenti alla cameriera, qualcuno mastica mais tostato, chi spippola SMS inutili nel cellulare.
David Bowie, Moonage Daydream, pile di bicchieri e vapore di lavastoviglie.

“Sono le stesse dell’Harley, Ah! Ah!, vieni a vedere, un’altra pinta, tadada, a Lucca ci vai?, non usarlo, è normale, ah! Eh! E’ incinta, è incinta? Quel film, uahh! Uahhh! No, ora così no, è il serpente, basta! Chiamalo, dai retta a me, no! Bastardo, Io vado a vedere, sto anch’io, è il serpente, avevo otto anni, ciao! Uhelà! Come stai? Allora!”

Un’altra lavastoviglie, stessi gesti, stessi clienti.
La musica è cambiata: Starman, l’autore no.

“No, non è possibile! Il mio gatto! No, no,
Niente, capito? 80 Euro! Ti ho detto che è uguale all’Harley, vieni a vedere!
Al posto tuo avrei, c’era, c’era proprio lui?
Io avevo, no, avevo un gatto bellissimo, immagina, ascoltami, cazzo è impossibile, e se fosse davvero colpa del serpente?”

Una pinta di Dragoon…
Non l’ho chiesta, l’oste mi ha compreso vedendo la schizofrenia della mia scrittura.

“Cosa progetti?”

“Vuoi saperlo davvero?”

“Si” gli mostro il foglio…

“ah! Okey…”

Il ragazzo accanto a me sorride, sto scrivendo esattamente quello che sta dicendo, tutto.
La sua mano è ancora appoggiata alla spalla.

“Eh…eh…allora…ti va di fare una rosa?”

“Ora?”

Solo un cenno con la testa, forse un segnale, forse troppa Dragon ha allagato le parole.
Tenete presente che sta ancora leggendo in diretta tutto ciò che sta dicendo.
“Sto scrivendo, magari più tardi, domani, o forse mai più.”

“”Forse è meglio ora…eeh-eh!”

Un sospiro, so già la risposta.
Ha ragione, maledizione, ha ragione.
Meglio una rosa di tabacco e Hashish, anzi, Erba, e non pensare, non pensare più.
Stordirsi, fumare e perdersi, annientarsi, trasformarsi, mutarsi e sparire, come una boccata di vapore, come i pensieri di questo luogo.

“Ho smesso.”

Non ci credo neanche io, spero capisca quanto bisogno ho di scrivere.

“Eh..eh..dai, fai una rosa, artista!”

Ok.
Ho fatto una rosa.
Variante del più comune e vile carciofo, per realizzarla è necessario un intero pacchetto di cartine come petali del bocciolo, per stelo un tubicino di cartone arrotolato con tre filtrini per anima.
Ed ovviamente le spine sul gambo…
Immancabili.
Quello che mi chiedo è se sanno che costruisco questa stronzata da esteta per il solo scopo di finire le loro cartine.
Non fumo questa merda, ho bisogno di rimanere sano, vigile, attento… devo scrivere.
Posso?
Posso scrivere?
Posso scrivere, adesso?!

“Baby, vuoi essere il mio homunculs?
M’importa un cazzo di te, voglio solo uno schiavetto che faccia tutto per me.
Che non dica mai no, che dica sempre di si, si, SI!
Voglio un homunculus, baby, sei proprio il mio homunculus, lo schiavo giusto per me!
[Eye-eh! Eye-eh!]

Sei solo e sempre l’homunculus, servo perfetto perché di volontà non ce n’è
[eye-eh! Eye-eh!] per fuggire da me.

[STRUMENTALE]
Perché sei solo un homunculus
(solo un homunculus!)
soltanto un bieco homunculus
(solo solo un homunculus!)
Un perfetto homunculus
(Fuori dal letto, homunculus)
Un triste e vuoto homunculus
(vuoto vuoto l’homunculo!)
E tu sei pazzo di me…
Non puoi fuggire da me!
Mio servo e schiavo, homunculus!”

La musica non mi aiuta…voglio silenzio.
La serata è finita nell’antro del maestro.

“chi è?”

Come al solito, al citofono.

“Sono il dottor Von Richter.”

“Sali, scemo.”

Grazie maestro.

“Posso usare il tuo computer?”

“Ma stavo cercando Blackmoore…”

“Posso?”

In breve Baba è distrutto sul divano, telecomando in mano, l’altra nei pantaloni al caldo,
il gatto sulle ginocchia, sguardo fisso e zapping.
L’enorme schermo mostra in verità solo 14’’ punti del word-pad, più che sufficiente per scrivere merda.

La musica di avvio del 98 sembra un canto di angeli, l’accensione della sinergia uomo-macchina.
Bellissima.
Rassicurante ed alchemica, mistica.

Click, apri, click, salva con nome, demiurgo.doc

Rasento la pazzia e ne torno sano, fondo il mio misterioso cervello in insondabili labirinti magici.
Le mie immagini oniriche si accavallano e sommano in un valzer isterico di suoni, riflessi dalle multiformi dimensioni.
La rilassatezza del corpo, il piacevole suono dei tasti sporchi del Maestro.
La sua tastiera produce un suono ipnotico e dissacrante, diabolico e meccanico…
Il suono della follia.
Incrostazioni e ditate, forse hashish scaldato con un accendino rubato.
Scriverò un libro, un altro… o forse il solito delirante bisogno e necessità.
Quale oscuro motivo porta la mia mente ad immaginare una realtà diversa, nascosta, paranoica?
Quale desiderio si impossessa delle mie dita rilasciando pensieri alieni al mondo della coscienza?
E’ la mia volontà che mi comanda, adesso?
E’ l’unica parte vera o quella che ti concede di stupirti e non poterti rispondere?
Il paradosso della Vita.
Siamo vivi e anche morti.
La morte non possiede nessuna falce, ne la vita risplende sotto le piume di corvo di Toth.
Nessuna piramide contiene leggende divine.
Contiene una paura immonda.
Una ossessiva ricerca di una via d’uscita.
Il parto non è che l’inizio del gioco.

Grafica tridimensionale schermo olografico di ultima generazione.
Un movie-ologramma multidimensionale con refresh atomico.
Software di Nursery stellari incluse, generatore di supernove, raggi gamma e buchi neri scaricabili con il codice di reazione iniziale: D.I.O.
Click.
Tasto rosso.

Fiat Lux inc. 2011 (R)

START REALITY-LANDING SESSION
|YES| |NO|

Perchè hai premuto YES?
LA STORIA DEL GIOCO DELLA VITA

Parte 1: IL MOTORE A PARADOSSO.
L’ultima generazione di motori olografici sfrutta un processore di paradossi della Fiat Lux inc.
Velocità di renderizzazione nuova ed innovativa, tempo di caricamento: sei giorni.
Necessita di un solo giorno di refresh per l’avvio veloce della realtà olografica.
Imperdibile esperienza onirica!
Universi dove i gatti possono essere vivi e morti
Se rinchiusi in una scatola ermetica contenente gas tossico a contingenza tattile.
Un mondo dove i componenti della materia esistono casualmente nella matrice generante,
presenza e non presenza, QUASI presenza…
Questo è il futuro della Fiat Lux inc.
Enjoy Yourself.

Ma perchè l’hai scaricato?
Perchè?
E’ pieno di bug…

Ed io?
Chi sono…
Un prodotto del programma?
Una renderizzazione secondaria all’andamento dell’evoluzione principale?
O sono un genio, un mostro…
Un diverso.
Un pre-programmato che sviluppa algoritmi che aumentano il counter esponenziale del disordine?
Quanta Entropia alimento?
Sono una pila?
Due righe di un listato per neuro simulazioni?
Uno scarto genetico, un sogno,
una proiezione onirica di un idiota che sogna!
l’allievo di un maestro che adesso sta guardando
il mio schermo, ehm, il suo schermo…legge.

Se ne va.
Spegne la luce, due passi strascicati, fa cascare un vaso, una scatola, non so.
Poi chiude una mensola, produce suoni simili a campanelli, poi il silenzio.

Stasera abbiamo visto ad uno spettacolo in Tv:
“ASSOLO”
Monologhi di risvegliati che vengono ignorati.
Anzi…Derisi.
Sono le 1:24 della vigilia del Social Forum.
Scrivo da San Giusto.
Scandicci.
Firenze.
Dieci minuti dal delirio, dalla cappa di oscurantismo.
Dieci minuti dalla paranoia, dalla paura, dal caos.
Almeno questo è quello che alcuni pensano.
Altri hanno fiducia in questa protesta, nell’insurrezione della giustizia contro il potere.
Altri pensano che Firenze non va bene per questa guerra ideologica, e’ troppo bellina, così piccina, così piena d’arte, poverini…
Gli staccheranno tutti i braccini alle statue…
Altri pensano che la spesa è meglio se la faccio ora, domani forse trovo chiuso..
Altri immaginano di tutto, altri si passano informazioni di corridoio, fonti sempre oscure e spesso immaginarie.
Le leggende metropolitane aumentano, eco della paura che risuona negli uomini.
Dividere l’informazione.
Scegliere a quale Verità credere, immaginare se la notizia sia palesemente vera o palesemente falsa.
Chiedersi perchè la televisione ti permette di vedere quell’informazione.
Ricordati che raramente la notizia è vera.
Ma non tutto può essere falso, anche se di recente la soglia di fiction pseudo-reale sta aumentando.
Inverti la notizia, credi al completo opposto, a chi potrebbe avere interessi per quel servizio.
A chi fa comodo.
Ribalta la tua vista, credi al falso, immagina il vero.
La nuova realtà non ha niente a che fare con la verità.
Ne della sua antitesi, la falsità.
E’ la realtà paradossale.
Un cosmo dove il forum è una rivoluzione mondiale e una guerra atomica del pensiero e il nuovo che avanza contro il nemico oscuro: gli otto guerrieri dell’apocalisse.
Dove il G8 è anche il tempio della evoluzione, la piramide somma del potere sulla feccia insurrezionalista, l’intelligentia sopra il volgo.
Sinarchie, Oligarchie e Monarchia universale.
Il regno della paranoia e dell’ossessione.
Un paranoico è un uomo che possiede troppe informazioni di un evento.
Il fanatico non ha problemi di scelta.
Lui sa cosa è bene.
Lo ha deciso e non cambierà più idea, ma è possibile seguire questo processo mentale in eterno?!
In questo cosmo è possibile asserire cosa sia vero e cosa falso come qualcosa di immutabile?
La verità che formuliamo…che accettiamo… che rifiutiamo.

Stasera raccoglierò informazioni in rete, ho staccato il modem da casa di mia madre; lo farò da casa di mio padre, la il Pc è vergine.
Lo battezzerò stasera, l’inferiore e bigotto.
Un misero P166.
Anche troppo per far sciare un pinguino.

Laisrin.

La label dell’hard disk porta con questo nome.
Un vecchio mago di un racconto.
La cache è misera, la ram impensabile per 10 anni fa, quasi inesistente per la tecnologia moderna, che a sua volta sarà ridicola tra un anno, delirante tra due.
Laistin è un frigo grigio, 16” di case, ancora in forma per le corse di questi giorni… e poi ci sono affezionato.
Il vecchio mago ha sopportato tante storie e deliri.
Quando le autostrade si faranno ancora più larghe lo metterò da parte, forse finirà in africa! Forse uno che non funziona più ce lo portano tra venti anni.
Forse.

Il forum è alle porte.
Io sono stanco.
Stanco di dover filtrare, chiedere, informarmi.
Forse sarebbe meglio non vedere nulla.
Chiedere alla gente, ai fiorentini…
e diventare un fanatico.
Credere alla televisione, a tutto.

“Maestro?”

“o.”

“Stai dormendo?”

“no”

“Arrivo.”

File, salva, cric-cric.

“Maestro!”

non risponde.

“MAestro!”

non risponde.

“MAestroO!”

“o…”

“Dormi?”

“no…no..”

“Cosa c’è in Tv?”

“eeh..che vuoi?”

“– Cosa – c’è – in – T – V – ”

“Un fierno orderno sta viciando innstete.”

Sorrido.
Ha detto davvero così.
O quanto meno questo è quello che ho capito.
Aspettate, cerco di decifrare quello che ha detto.

“Un film odierno su viciando su italia 7?”

Silenzio.

“Oo!”

“o..che c’è?”

“Che cosa hai detto?”

“il dottche c’è…”

Di nuovo non ho capito nulla.
Adesso ho due cose da chiedere la maestro.
Quello che ha detto la prima volta,
“Un fierno orderno sta viciando innstete.”
e poi cosa non ho sentito dopo , ovvero
“il dottche c’è…”

Devo partire con una nuova domanda.

“Vengo di laa?”

“aahqua..:”

Sto ridendo per l’assurda situazione.
E’ quella che troverò in rete.
Pensateci bene.
Riflettiamoci.

“Come stai?”

deglutisco e mi ricompongo

“Come stai?”

“…bene…”

Il maestro sta bene.
Questo è importante.
Adesso spengo, vado da lui: se sono fortunato avrò
il gatto ed i suoi 10 chili di pelliccia bianca
immobili sulle ginocchia stese,
polpacci sulla seggiola, culo sul divano.
Accanto il maestro.
Se sono sfortunato si già facendo un altra canna e
mi darà noia con le dita tese piantate nelle costole.
Fanno malissimo.
Questo accade, ovviamente,
senza seguire nessuna regola logica.
Imprevedibile e mortalmente doloroso, il dito fiacca la tua resistenza schiantandosi nelle costato,
ora in una gamba, raramente nel collo o sulle mani.
Una tortura.
Adesso vado.
In fondo adesso il gatto è sia vivo che morto.
E anche il maestro.
Vedrò se uno dei due ha sbloccato la contingenza.
Merda.
Speriamo di no.

No.
Sono tutti e due vivi.
Forse.
O forse sono io che sono morto e non lo accetto.
O siamo tutti e tre morti…
O forse il gatto è il vero maestro.
Almeno lui non spara queste cazzate.

I media hanno gentilmente censurato tutti i contenuti del forum, ogni dialogo, ogni dibattito.
Nessuna informazione è filtrata dai canali convenzionali di informazione, nessuna notizia.
Brevi servizi letti e recitati con inutile tono di serietà e di professionalità hanno vomitato cazzate per ore.

Appare più che mai evidente la necessità di nascondere i temi trattati, di oscurare la notizia.
Camuffare la notizia, farla dimenticare.
Nel duemiladue questo significa essere un giornalista
Intere trasmissioni dedicate al forum, nessuna trasmissione che ha parlato del forum.
Hanno parlato, come a Genova, del resto,
dell’ordine pubblico, della paura, del terrore.
Come nei capitoli finali della bibbia.
Brevi commenti di disadattati che ora manifestano,
domani ignorano e comprano assimilandosi.
Una massa identificata in slogan senza pratica.
Una festa, un pic-nic ideologico senza scopo.
Questo emerge dalla tv.
Questo è scritto nei giornali.
Questo ci viene detto.
Che cosa, invece, non ci viene detto?
Per paura di rivolte, forse.
Per sottomissione e schiavitù ad interessi…
Cosa non ci comunicano?
Che lo stiamo prendendo in culo tutti i giorni?
Lo dovrebbero dire?
Diresti alla tua vittima che lo vuoi uccidere?
Diresti al truffato che sei un truffatore?
No.
E non lo dicono neanche loro.

La reazione dei truffati?
Ah! AH! AH! Ottimisti! Illusi!
Uno sfogo permesso dagli assassini.
Una valvola aperta per tre giorni per illudere la massa sottomessa: questo è stato il forum.
Tutto il resto è una mera illusione.
Il nuovo ordine mondiale impera.
Potente, inattaccabile.
A noi, poveri stronzi coscienti della conquista,
non resta che riportare su un pc la mera verità.
Nessuna possibilità di cambiamento, di rivalsa.
Almeno per ora.

Soltanto un ripensamento potrebbe fermare
la distruzione sistematica di ogni pensiero diverso.
Soltanto loro hanno il potere di mutare la storia.
Almeno per ora.

Lo scopo del Forum è informare questa sinarchia?! informare il re del mondo di quanta violenza
genera la violenza?! come se non lo sapessero!
Davvero Agnoletto pensa che la politica mondiale,
che i potenti, gli abbienti, i ricchi oltre ogni misura,
non sappiano di quanta merda gettano nel mondo?!
E come rispondono?
Non rispondono, è ovvio.
Ne dall’una, ne dall’altra parte.

Se solo le persone oppresse comprendessero come combattere davvero il potere dei flussi monetari…
Troppo complesso, troppo inadatto, per questa generazione che puzza di putrefazione e anacronismo

Al Forum erano quasi un milione.
50.000.000Kg di merda anacronistica.
Guerrieri senza armi, senza mezzi per dire no.
Uomini e donne rimasti alla piazza, alla protesta.
Sub-umani che non hanno mai studiato la storia
e la politica del “lascia fare, domani smettono.”
attuata dagli stessi statisti e politici.
Casarin che si esalta per un irruzione,
preti felici per tutto questa ingenuità pacifista,
giovani dalla pancia piena spersonalizzati,
persi nel processo di identificazione in un ideale.
Se la rete del potere venisse attaccata simultaneamente da un milione di hacker…
Cambierebbe qualcosa?
Se tutte le banche armate on-line venissero tutti i giorni disintegrate da un esercito di uomini incazzati, defacciate, umiliate, scollegate dal mercato…
Se tutti i siti di falsa informazione venissero rimossi sistematicamente ad ogni tentativo di oscurantismo,
cambierebbe qualcosa?
Se ogni azienda che vende in rete la sua merda,
alimentando il mercato globale e la sua potenza,
fosse rimossa non appena commette un crimine
contro l’umanità, cambierebbe qualcosa?

Vuoi attaccare i potenti, stupido rivoltoso analfabeta?
Fallo dove procuri più danno.
Nel portafoglio virtuale.
…immagina…

Il Nasdaq crolla come il titanic,
tenuto sotto le acque dalla volontà di un esercito telematico unito da un solo desiderio:
migliorare le condizioni di vita dell’Uomo,
divulgare un informazione libera da ogni controllo, promuovere il mercato qualitativo e sputtanare in tutto il mondo le orripilanti amenità che commette
il mercato della quantità.
Volete un riassunto, feccia anacronistica,
o vi decidete a suicidarvi? Il riassunto:

La rete diventerà il corpo del potere.
Senza un corpo, una mente è destinata a morire.
Se non cambiano le cose la rete cadrà ogni giorno.
Multinazionali del terrore e del cinismo:
Se ci arrestate tutti, come potremo lavorare per voi?
Come potremo arricchirvi?! Siamo tutti colpevoli.
Colpevoli di odiare la vostra natura senza rispetto.

Con un arrogante maleducato, l’educazione è inutile.
La protesta civile e pacifica in piazza è inutile.
Le manifestazioni acchiappa-voti sono inutili.
Spaccare il suolo sotto i loro piedi.
Distruggere un intero impero a colpi di bit.
Questa è la nuova guerra, quella che ignori.
Stanno crescendo, sono sempre di più.
Ho visto tanti uomini cadere sotto la vostra possanza, marcire, sommersi dalle sabbie mobili della routine.
Ma sono sempre di più.
Esistono senza differenze di colore,
di razza o di aspetto…e li chiamate criminali.
Questo è il loro mondo, adesso.
Ascoltateli e cambiate o la rete cadrà.
Si, è un ricatto, uno sporco ricatto,
come avete insegnato: sono quello che vi meritate.

Muoia Sansone con tutti i filistei.

L’Armageddon telematico è pronto, la rete cadrà,
il suono dei pc in stasi inonderà il mondo reale:
il vagito di una nuova era piena di paura
di chi regnava con la paura sta arrivando.
Nessun commercio elettronico.
Nessun trasferimento di dati da pc a pc.
Tutto fermo, pronto per un nuovo avvio.
E se nulla cambierà, amici, la rete cadrà di nuovo.
E ancora…e ancora…con un misero Click.
Senza morti, quelli li fate voi.
Senza disordini di ordine pubblico,
anche quelli li costruite voi.
Senza bisogno di armi e polizia,
quella è tutta roba vostra.
Senza bandiere di partiti o interessi personali.
Questa è la vera utopia realizzabile.
Non uno slogan ridicolo come
“Un altro mondo è possibile.”
Ovvio che un altro mondo è possibile,
infiniti mondi sono possibili.
Mondi devastati, mondi inabitati, mondi colonizzati.
Quanto vola bassa la vostra mente.
Poca fantasia, molta arroganza e convinzione.
Come da adolescenti viziati e da vecchi incartapecoriti convinti di servire ancora a qualcosa.
La vera guerra si combatterà in rete e voi a stordirvi nelle piazze…o state zitti o imparate l’hacking.
Altrimenti vi resta sempre il suicidio evolutivo.
Il giorno è volato nella sua inutilità, la notte l’ha coperto con la stessa puntualità: il buio costringe ancora intere generazioni medioevali assediate
dai vampiri e licantropi della loro ignoranza
a nascondersi sotto lenzuola di normalità.
Le televisioni si accendono all’unisono,
click, Click,
CLick! CLIck!
CLICk! CLICK!
C L I C K…
Avete mai pensato a quanti tasti vengono premuti simultaneamente in prima serata, al loro suono?
E’ il suono della nostra lobotomia organizzata.
Una mitragliata di bottoni, armi apparentemente scariche che devastano senza ferite visibili,
armi che dissanguano la nostra fantasia,
la nostra immaginazione ed inventiva:
lo Show uccide in silenzio…con il suono di un click.
Comunque mi sento estremamente positivo stasera;
l’oste mi convince che sia colpa della sangria.
Mi guardo attorno…Ecco perché sono positivo.
La televisione nel pub è spenta,
e tra poco vedrò il maestro.

“Vieni anche tu?”

L’oste dai capelli lunghissimi rumina tapas e rimette a posto distrattamente, tossisce, cavalca il bancone come un fantino consumato, sciacqua un bicchiere…

“Oh! Vieni anche tu?!”

“Si asciuga le mani, prende un crostino…si volta.

“Devo?”

“Si.”

Sorride e annuisce, mano sul banco, sghignazza.

“Guidami tu, mio -demiurgo-, ma con moderazione!”
L’ultima volta,
per un sorpasso azzardato e psicopatic-alcoolico,
ho sverniciato la sua auto verde tartaruga…
Guiderò piano…forse.

In macchina decido di ascoltare la radio, i cd sono troppo oscuri, troppo atmosferici ed inquietanti.
Massive attack, burzum, opera IX, new age…
Ci vuole musica allegra, positiva e stupida.
Click.
Inizio a odiare questo suono, mi perseguita.
Per alzare il volume un tempo si girava una rondella, adesso si preme un bottone, un altro bottone…
Un’altra interminabile sequenza di click.
Per sentire cosa?

“Lo vedi, pulzella…
Lo vedi, mia bella?
Cosa porto davanti
In così bella vista?
L’hai vista? Che vista?
Il mio analista
ha diagnosticato
una mia frustrazione
per un pene migliore
che sarà superata
se ora ti mostro contento
Il mio nuovo armamento.
Lo vedi, pulzella,
questo mio pacco?
(coro: “Madonna! Che pacco!”)
Questo bell’almanacco
Che nascondo per te?
(coro: “Solo, solo per te!”)
Nascosto dentro sto pacco
C’è una noce di cocco
Dove sdrumo il tabacco!
(coro: “sdruma, sdruma il tabacco!”)
Lo fumo tutto sto pacco!
Lo fumo tutto con te!
Click.
Meglio Burzum?
Meglio un indiano che fuma e suona il tamburo?!
Questa canzone di merda mi perseguita,
è un bombardamento nelle frequenze…è ovunque.
Inizio a cantarci sopra, non è difficile imparare
il ritmo ed il tempo; è completamente ciclica,
un copia-incolla banale e evidente.
Il guaio è…Come renderla ancora più ridicola?
Un tempo le canzoni serie le tramutavi in farsa.
E ora?

“Il cocco non mi basta perché
Di arnesi migliori
qui non ce n’è!
C’è solo un grande misfatto,
una grande illusione
e una triste canzone.
Non ho un pistillo perché,
anche tu come me,
sei una bambola, Barbie…”

Ken si allontana mogio mogio, ma Barbie lo trattiene

“A me piace il tuo pacco…”

Bacio, tramonto, fine.
Ok.
Meglio Burzum.

Torno a scrivere con l’odio nei polmoni.
Sfogo il respiro oscuro dagli alveoli
sbuffando nella rete.
Cerco, mangio informazione,
un verme che striscia nel fango digitale,
un polpo che si adatta alla più piccola insenatura.

USER PASSWORD REQUIRED…

>

Faresti un eccezione per me?
Sii gentile…

Un progetto per il dominio globale statunitense rivela che il Presidente Bush e il suo governo avevano pianificato un attacco premeditato
contro l’Iraq per imporvi un “cambio di regime”
addirittura prima del suo ingresso alla presidenza
nel gennaio del 2001.

Il progetto, scoperto dal Sunday Herald,
per la creazione di una “Pax Americana globale”
è stato redatto per Dick Cheney (vicepresidente),
Donald Rumsfeld (segretario alla difesa),
Paul Wolfowitz (il vice di Rumsfeld),
il fratello minore di George W Bush, Jeb e
per Lewis Libby (il capo dello staff di Cheney).

Il documento, “Rebuilding America’s Defences:
Strategies, Forces And Resources for a new Century”
è stato redatto nel settembre del 2000 dal
Project for the New American Century (PNAC).

Il piano mostra che il governo Bush intendeva assumere il controllo militare del Golfo a prescindere se Saddam Hussein fosse o no al potere.

il documento del PNAC presenta un progetto per conservare la preminenza globale degli Stati Uniti, impedendo il sorgere di ogni grande potenza rivale, e modellando l’ordine della sicurezza internazionale in modo da allinearlo agli interessi americani.
Il rapporto descrive le forze armate USA all’estero come cavalleria lungo la nuova frontiera americana.

Il progetto del PNAC approva un documento scritto in precedenza da Wolfowitz e Libby, in cui si afferma che gli Stati Uniti dovrebbero dissuadere le nazioni industriali avanzate dallo sfidare la nostra egemonia (leadership) o anche dall’aspirare a svolgere un ruolo regionale o globale maggiore.
Il rapporto del PNAC inoltre:

· descrive gli alleati chiave, tra cui il Regno Unito, come il mezzo più efficace per esercitare un’egemonia globale americana.

· afferma che le missioni militari per garantire la pace richiedono un’egemonia politica americana e non quella delle N.U.

· rivela l’esistenza di preoccupazioni nell’amministrazione americana a proposito della possibilità che l’Europa possa diventare un rivale degli USA

· mette la Cina sotto i riflettori per un cambio di regime, dicendo che è arrivata l’ora di aumentare la presenza delle forze armate americane nell’Asia sudorientale. Ciò potrebbe portare a una situazione in cui le forze americane e alleate forniscano la spinta alla democratizzazione in Cina.

· invita a creare le US Space Forces (”forze spaziali statunitensi”) per dominare lo spazio, e ad assumere il controllo totale del cyberspazio in modo da impedire che i nemici usino internet contro gli Stati Uniti

· anche se gli Stati Uniti minacciano la guerra contro l’Iraq per aver sviluppato armi di distruzione di massa, gli USA potrebbero prendere in considerazione, nei prossimi decenni, lo sviluppo di armi biologiche che pure sono state messe al bando. Il testo dice: nuovi metodi di attacco, elettronici, non letali, biologici, diventeranno sempre più possibili… il combattimento si svolgerà in nuove dimensioni, nello spazio, nel ciberspazio, forse nel mondo dei microbi… forme avanzate di guerra biologica in grado di prendere di mira genotipi specifici potranno trasformare la guerra biologica dal mondo del terrorismo in un’arma politicamente utile’

· il testo prende di mira la Corea del Nord, la Libia, la Siria e l’Iran come regimi pericolosi, e sostiene che la loro esistenza giustifica la creazione di un sistema mondiale di comando e di controllo.

PNAC, gente che non ha mai visto gli orrori della guerra, ma è innamorata dell’idea della guerra. Gente come Cheney, che è riuscita a sfuggire al servizio militare ai tempi della guerra del Vietnam.

E adesso difendi gli algoritmi del tuo cervello.
Inventa un alibi che ti salvi dalla catastrofe della caduta delle certezza, salvati dalla crisi.
Innestati false certezze e corri a prendere una birra.
In fondo sono solo notizie allarmistiche e falsificate,
testi paranoici scritti da paranoici, come gli UFO.
E se fosse tutto vero…
No, non crederlo, potresti esplodere.
Potreti davvero risvegliarti alla realtà.
Dormi, uomo.
Dormi e sogna un futuro migliore,
pieno di soldi, successo e fama.
Dormi e illuditi.
Dormi, piccola umanità deficiente di coraggio.
Ma hai capito quello che c’è scritto?!
Vuoi rileggerlo, ripensaci…

Forse è meglio che tu rida ancora un po’
con il maestro e le sue situazioni paradossali.
Forse è meglio deridere la satira che comprenderla.
O dovresti prendere in considerazione la possibilità che tutta la tua vita è una mera illusione?!
Un ipocrita costruzione che ti è stata messa davanti con operazioni trionfali e grandi fratelli?
La tua vita non ha nessun valore.
La tua vita non ha nessuna importanza per l’umanità.
Sei sacrificabile, sempre, da un governo che mira alla
completa assimilazione di ogni territorio e cultura.
Il “Nulla” della Storia Infinita di Michael Ende,
una massa di ideali informi ed esaltati tenuti assieme dalla colla del fanatismo e dal patriottismo isterico.
Una patologia che si mischia con la normalità camuffandosi da rapporto intelligente.
Una schizofrenia incontrollabile affiancata
da un potere economico devastante, immenso.
Questo è il nuovo, antichissimo nemico dell’umanità.

“Il guaio è, Iside, che essi tendon d’esser nella luce!”

Il fanatismo, la cecità, l’isteria di potenza…
Povero Giordano Bruno, ancora non ti ascoltano.
Rileggo tutto quello che ho scritto.
Non riesco a commentarlo, lo faranno gli altri per me

Ho già fatto leggere il Demiurgo ad una ragazza senza nessuna conoscenza informatica, ingenua,
ignorante e dormiente, disinformata ed infelice.
La sua risposta non si è fatta aspettare,
una bellissima e straziante e-mail.

Ha divorato il manoscritto in una sera, facendosi forza con una crema di whiskey con ghiaccio.
Vedevo mutare la sua espressione, sentivo il suono del suo cervello che si chiedeva e domandava.
Con lei ha funzionato.
Quante volte si sarà chiesta…”E’ tutto vero?!”

Stiamo scordando questa domanda, sembra inutile,
per questo voglio che il demiurgo la instilli e
la amplifichi: è tutto vero?
Ovvio che no.

Il Demiurgo è un racconto, una fiaba, una storia.
Potrebbe essere solo perversa immaginazione,
ma il desiderio dell’umanità è illudersi, immaginare che sia tutto come lo si vede o si desideri che sia.
Tutto il racconto assume un tono di martirio e
di dannazione che emoziona, se lo si legge come
una confessione di un incompreso…
Forse hanno bisogno di sentirsi martiri?
Di aggiungere dolore al dolore?
Non ho mai scritto il nome del personaggio principale, ma lei VUOLE che sia io.

Ha trasformato lo scrittore in personaggio,
l’attore nella sua parte, ha trasferito quello che
crede di sapere di me in quello che ho scritto.
Pensa che sia un diario di confessioni inconfessabili.

Quante altre volte lo avrà fatto?
Quante volte la nostra razza fa il suo stesso errore?
E se fosse solo questo il male del mondo?!
La mia vita è incredibilmente felice.

So di aver trovato, in sei miliardi di umani,
l’unica donna che può domarmi, capirmi, amarmi.
La dopamina inonda il mio cervello, il suo odore è polline che altera i sensi e le percezioni della realtà.
Una droga naturale che addolcisce ogni angolo.

Ovattato, dolcemente pervaso dal suo ricordo,
vivo il sogno senza certezze chiamato Realtà
con coraggio e speranza…

Coincidenze, assurde estrazioni dall’urna del caso,
hanno permesso l’incontro con la mia metà.
Perché questo è il vero, terribile segreto:
abbiamo davvero una metà sparsa nel mondo,
ma è così improbabile incontrarla, trovarla…
Per fortuna è impossibile non riconoscerla
quando incrocia la tua linea della vita, sempre
che l’immensa paura che si impadronirà di te, paralizzandoti, anestetizzando la tua lingua,
non ti impedisca di guardarla, di parlarci…

L’amore…
Tutto il male, ogni deviazione dalla forza del piacere, è generato dalla mancanza di questo elemento…

Se la perdessi mi trasformerei in un demone,
una cinica e sofferente creatura monca e deforme,
la furia distruttiva incendierebbe i miei occhi,
quella luce che non illumina familiare ai “potenti”… devasterei la felicità altrui senza rimorsi ne rimpianti.

Eros e Thanathos.
Indissolubilmente legati, uniti.
Forse la stessa cosa: l’Uomo.

Perché esaltare o esaltarsi solo con uno di loro?
Perché separare l’inseparabile?
La nostra razza deve imparare a unire i paradossi,
ma capisco che sia difficile per la grande massa.
Inondata di telemerdavisione, vogliono che l’amore sia soltanto ciò che viene mostrato, pubblicizzato,
in pochi accettano anche l’altra faccia dell’Eros.

E’ impossibile provare e creare piacere senza
un contrappeso di dolore e strazio.

La lenta procedura di ipnosi televisiva ha davvero convinto che la forza generatrice del mondo sia la stasi deficiente del mulino bianco, l’ipocrita, assurda realtà proiettata su uno schermo: l’infelicità, è ovvio, invade la vita di questi illusi e delusi dalla realtà,
così diversa e duale, doppia, che tanto discosta dall’eterno solo-benessere televisivo.

E generiamo invidia, dolore.
E generiamo incomprensione, intolleranza, rancore.
Come ho scritto nel quarto segreto di Ermete…
Come dite?!
Non conoscete neanche i primi tre?
Se vi va, leggeteli.
Sono pensieri vecchi, in alcuni non mi ritrovo più,
ma forse potrebbero dirvi qualcosa…