LA FIABA DELLA FELICITÁ

gennaio 1, 2006

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INTRODUZIONE

“Giro giro tondo,
io governo il mondo,
tutta mia è la Terra,
tutti faccia a terra!”

Canto dei potenti e degli amici di Dio

E’ molto tempo che scrivo e pitturo…
lettere, racconti, poesie.
Quadri, disegni.
Ma a cosa è servito?
Nessun orecchio vicino, nessun occhio attento.
Tutto recluso in un misero commento grafico o stilistico.
Complimenti.
Bello…
Quante volte ho urlato “BASTA!” non le ricordo più.

Che sia veramente troppo innovativo per questo mio tempo?
O sono circondato dall’incapacità di cambiare?!
E se l’ignoranza fosse davvero la normalità del mio tempo…
La schiacciante malattia di inizio millennio: l’arretratezza.

Mi chiedo che cosa farò quando sarò io ad essere arretrato, amici.
Scapperò dalle mie responsabilità, dal dovere di farsi da parte!?
O diverrò serenamente un peso sociale…
Un ignorante, arcaico scrittore.

Il progresso umano è un terribile amico, signori.
Un amico di cui ti puoi fidare, ma che chiede sempre qualcosa in cambio.
sempre.
E che cosa ci sta regalando, che momenti splendidi stiamo passando assieme a Progresso?
La perdita della tranquillità o l’acquisizione di una visione di vita tranquilla…

Non è forse grazie al progresso che abbiamo diffuso la stampa,
il sapere recluso a pochi esseri umani intonacati?!
Come dite?
In alcuni paesi è sconosciuta addirittura la scrittura?!
E’ colpa del nostro amico progresso, dite…
Già.
Deve essere proprio così, scusate.
Credevo fosse colpa nostra.

Perchè allora in questa epoca di pazzi e di eroi falliti, di mercanti e trafficanti,
di ricchezza e malessere, di pance piene e animi vuoti, odiamo questo amico?
Forse non lo è mai stato.

E’ uno scocciatore che costringe miliardi di esseri umani a distribuirsi nel globo e proliferare
scoprire, sperare e fantasticare, un sognatore folle che racconta ad un bambino le fiabe.
La fiaba dell’immortalità, della divina e somma conoscenza della Vera Verità.
La pietra filosofale universale.

Ho sempre salutato con affetto questo amico-nemico, sempre ascoltato i suoi sogni:
forse lo conosco talmente bene da non rischiare di rimanere inadeguato…
la mia idea di futuro e progresso non riuscirà mai a incarnarsi,
la straordinaria utopia artificiale che devasta la mia icona del presente non è pronta.

E’ tempo di illusioni, non di soluzioni.
E’ l’era dell’assurda apparenza, dell’ipocrisia benestante scaturita dalla paura delle differenze.

La mia idea?
E’ una fiaba che nessun bambino dalla pancia piena adora ascoltare,
adesso va di moda quella della felicità.
Non la conoscete?!
Ve la racconto io, a me l’ha già raccontata.

LA FIABA DELLA FELICITA’
Del professor Felice Progresso
Sognatore e truffatore

C’era una volta una piccola tribù di umani.
Che cosa sono, direte voi?
Non lo sanno neanche loro.

Gli umani sono creature strane,
alcuni credono ad un Dio,
altri non credono a niente,
in pochi credono in loro stessi.
Perchè tanta confusione, potreste aggiungere…
Perchè gli umani non si capiscono, non riescono a comunicare.

Una mattina un umano,
dopo aver trascorso tutto il tempo a mangiare e dormire,
capì che non era un Bruco.
Il baco faceva questo tipo di vita,
ma dopo pochi giorni si tramutava in farfalla e volava felice.
Il suo corpo grasso mutava in uno splendido animale,
mentre lo splendido animale che è l’uomo
se viveva come un bruco diventava grasso e basta.

Questo umano fu odiato da tutti, perchè tutta la tribù era ormai grassissima,
convinta di essere un bruco più lento nella trasformazione in farfalla.
Ma alla fine gli dettero ascolto e iniziarono a cercare un altro ruolo.

Andarono di qua e di la, arrivarono anche li e approdarono qua.
Tutto fu invaso dagli umani che non sapevano più che cosa fossero.
Ci fu il caos.

Prima partirono i pugni e i morsi,
ma un umano capì che un pezzo di legno era meglio.
E tutta la tribù prese un ramo e lo spezzò in testa al suo vicino.
Una donna tirò una botta così forte che ruppe il bacchiolo,
allora si chinò e raccolse un sasso.
Lo tirò.
E la terra si riempì di sassaiole.
Iniziò a volare di tutto,
macigni, ossa, zanne appuntite,
sassi con legate attorno ranocchie velenose,
volò di tutto.
Ma il bruco continuava a volare tramutato in farfalla mentre l’uomo
era ancora più rude e violento, sempre più goffo e grasso.

Una Donna allora schivò un enorme macigno ed urlò:
“BASTA!”
Ma un altro sasso lo colpì nella bocca e perse dieci denti.
Una Uomo, però, aveva sentito quel discorso e disse:
“BASTA!”
Questa volta le cose cambiarono,
si ruppe tutti i denti.

La notizia si sparse, ma i sassi erano ormai diventate frecce mortali.
La tribù non poteva più contare i propri figli.
E gli umani si divisero in altre tribù.

Iniziarono ovviamente a volare ancora più frecce,
perchè “le tribù iniziano ad essere troppe”:
così disse l’umano che fu il primo
ad essere preso a frecciate dopo questa scoperta.

Alcune tribù vennero sterminate, altre si unirono e fondarono un clan più grande.
Un vecchio uomo decise che l’unione dei clan sancita dalle mazzate si chiama “PATRIA”.
Tutti ne volevano una, perchè era una cosa nuova e la parola era carina.
Forse se l’avesse chiamata “SOTTOMISSIONE” nessuno l’avrebbe desiderata.

Si formarono le prime patrie, i morti non si contavano più, come i figli dell’antica tribù.
Era ormai diventato bravissimo nell’uccidere un altro umano,
ma l’uomo non sapeva ancora che cosa fosse.

Allora la gente iniziò a stancarsi, le frecce diminuirono e due umani,
Lui senza denti e Lei con dieci diamanti incastonati nelle gengive, dissero:
“FINALMENTE!”
ma come al solito nessuno gli ascoltò.
Fecero molti figli e ancora oggi il mondo degli umani pullula di uomini e donne che dicono:
“BASTA”
ma nessuno li ascolta.

Nelle Patrie, intanto, si stava sempre peggio.
Solo i più forti mangiavano, dormivano al caldo,
gli altri si ammalavano e non potevano dire nulla, nemmeno “NO!”
perchè agli uomini potenti questo suono non piace.

Tutti cercarono allora di diventare regnanti,
ma è impossibile, perchè chi governa non lavora,
e se tutti non lavorano nessuno mangia,
ed il re mangia sempre.

Una sera un giovane che non mangiava da giorni
immaginò un uomo più potente dei potenti,
il re dei re, tutto il contrario dei regnanti del tempo.

Lo immaginò geniale e capace, comprensivo, pieno d’amore, ma anche duro e severo,
incorruttibile ed immensamente saggio: insomma, tutto il contrario dei governanti.
Sarebbe stato la vera speranza, il rifugio per chi subiva torti e malefatte…
La mattina il giovane, in preda ai morsi della fame,
esagerò con la fantasia ed esclamò:
“DIO!”

Il giorno dopo già in molti avevano sentito la storia del tizio
che prima o poi sarebbe venuto a distruggere i cattivi,
ma nel frattempo gli uomini dovevano stare zitti e buoni,
anche se non mangiavano mai e morivano di diarrea:
tanto Dio, così si chiamava, avrebbe fatto giustizia.
E si sarebbe ricordato di tutto!
Avrebbe riconosciuto ogni ladro, iracondo, omicida, pedofilo,
concupiscente, traditore, gay o bugiardo e li avrebbe torturati per l’eternità.

Nessuno ci sperava veramente, perchè tutti si vedevano già condannati,
ma alcuni fiutarono l’affare e dissero di conoscerlo.
Chi lo descriveva in un modo, chi in un altro, ma per tutti valeva la solita cosa:
“Dio è più forte di tutti” e “io parlo per bocca sua”
In breve Dio ebbe miliardi di bocche.

La gente iniziò ad avere più paura degli amici di dio che di Dio,
perchè quest’ultimo non si era mai visto ne sentito,
mentre le minacce dei suoi amici erano vere e terribili.

Chi parlava per bocca di dio divenne rapidamente potente.
E si unì al banchetto dei re che non saltavano mai un pasto.
Alcuni capirono allora che Dio non esisteva,
o che se esisteva sarebbe stato meglio se non fosse mai venuto sulla terra:
avrebbe dovuto uccidere anche i suoi amici,
e questo forse gli sarebbe dispiaciuto.

Alcune tribù dell’Est risolsero il problema inventando una sfilza di Dei,
ma che si potevano placare con un po’ di riso e fiori.
In altri posti ci si poteva chiedere perdono bruciando incensi,
in altri suonando campane o sacrificando una vergine.
Insomma.
Un caos come quello delle sassaiole.
Alcuni smisero di fare sesso come se fosse stato un merito,
altri iniziarono a frustarsi per ingraziarsi questo Dio che nessuno conosceva,
ma che un uomo si convinse tanto della sua esistenza da convincere tutti.

Il tempo dei sassi e delle frecce era finito.
Adesso era di moda la spada.
Intere navi da guerra costruite in nome di un Dio
venivano spedite contro uomini di un altro Dio,
stracolme di umani che non sapevano ancora che cosa erano,
ma che con una spada in mano erano crociati, templari,
paladini, parà, saladini, e milioni di altri cose.

Botte e sangue.

come al solito ci fu chi ridisse:
“BASTA”
ma ormai sapete come funzionano queste cose con gli umani.

Tutto si calmò quando fu impossibile riconoscere le religioni.
Iniziò un lento impasto di curiosità ed aneddoti su Dio e che cosa aveva fatto.
Tutti parlarono con tutti, ma gli umani non si capiscono:
e qualcuno fiutò subito il pericolo di una sassaiola gigante.

Un uomo dalla pelle nera, in mezzo a questo casino infernale di voci,
urlò più forte di tutti e disse:
“ALLAH!”
Un altro di risposta gridò:
“JHEOVA!”
e uno lo corresse subito, dicendo che si scriveva “IEOVA”,

Iniziarono ad urlare ancora più forte e poi passarono alle mani.
Rimasero in pochi dopo quella carneficina, chi diceva “ZEUS!” non esisteva più,
chi prima diceva “VISNU!” adesso diceva “ALLAH!” per non essere ammazzato.

Inutile dire che in molti continuarono a dire “BASTA!”

Questi ultimi, scocciati di essere ignorati,
si riunirono in gran segreto e iniziarono quantomeno a parlare tra loro.
Capirono che la loro solitudine e l’incapacità di capirsi erano dovute alla “IGNORANZA”,
ma nessuno sapeva che cosa fosse perchè anche loro erano ignoranti.

Cercarono di risolvere almeno questo problema perchè,
nonostante i milioni di morti,
l’uomo non sapeva ancora che cosa era.

L’Umanità conobbe la scienza, la collaborazione tra menti.
Ovviamente gli amici di Dio si incazzarono come furie,
bruciando chiunque collaborasse, con calma e serenità,
alla distruzione di “IGNORANZA”.

Neanche loro sapevano che cosa fosse,
ma avevano visto che se c’era governavano meglio il popolo
e le loro storie su questo Dio immaginario venivano ascoltate con più attenzione.

Non si conosce l’uomo che per la prima volta disse:
“AL ROGO!”
ma sicuramente non finì come quello che avvertì dell’aumento delle Tribù.
Forse sarebbe stato più giusto…
Ma per gli umani solo Dio era giusto, e nessuno ci fece più caso.

Gli uomini che avevano conosciuto la parola “Scienza”
iniziarono così a nascondersi agli occhi degli amici di Dio.
Studiarono ed appresero,
scrutarono ed ammirarono lo splendore di un mondo finora sconosciuto.

Alcuni di loro osarono affermare che la terra non era il centro del mondo,
non era piatta o che non ruotava grazie agli angeli,
gli amici cazzutizzimi di Dio che brandivano spade fiammeggianti.
Non finirono bruciati dalle lame angeliche, ma dai roghi di chi urlava “CRISTO!”.

Poco è cambiato da quel tempo,
perchè gli amici di Dio tentano ancora di bloccare tutto, ogni scoperta, ogni conoscenza.
Preferirebbero che l’uomo si accontentasse di essere un bruco,
più facile da governare di una farfalla.

Si mangia davanti ad un falò che ti dice cosa cacciare e cosa no,
cosa pensare e cosa no, cosa succede o cosa devi credere che sia successo:
si chiama “TELEVISIONE” e gli umani credono che dica sempre la verità.
I padri continuano a stuprare le figlie, le madri ad abbandonare i figli,
si muore ancora di fame, di diarrea, a non avere una casa, un posto dove dormire,
ma la “TELEVISIONE”, per fortuna, ripete che sono bugie.

Le patrie sottomettono ancora le altre, ma le frecce adesso si chiamano missili.
Gli “Scienziati” e gli “uomini della Ragione” continuano ad essere bruciati,
ma adesso non si usa più il fuoco, si usa il silenzio.

Ma soprattutto,
amici lettori,
ancora l’Uomo non sa che cosa è…
Ne da dove è venuto…
o Perchè.

Questa è la favola della felicità.
Se la trovate voi,
in questa fiaba di merda,
ditemi dove si trova.
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Spero che la favola vi sia piaciuta, ne ho molte altre in serbo per voi,
sempre che gli amici di Dio non brucino anche me con il silenzio!

Comunque credo che Progresso in questa triste fiaba c’entri poco.
Il progresso conosce tante cose, tante novità,
ma non l’abbiamo mai ascoltato: forse è parente della donna dei dieci diamanti.
E’ di nuovo colpa nostra.
Siamo noi la causa di tutto il male, fonte di ogni male.

E’ per questo che tentiamo sempre di modificare la nostra storia ed il nostro passato?
ci vergogniamo?!

La nostra devastante ignoranza ha lordato la fiaba dell’umanità,
ma siamo ancora in tempo per tentare di cambiare il finale,
a cercare con forza che cosa significhi quella maledetta parola,
prima di esplodere come petardi per colpa sua…
Le sassaiole o le frecce, frutto di questa potente nemica dell’uomo,
sono carezze rispetto alle sue ultimi invenzioni.
Le armi atomiche adesso sono più di moda della spada,
tutti ne vorrebbero una per eliminare quello che non piace.

Pensate che due Patrie ne hanno costruite così tante che ora devono nasconderle sotto il livello del mare.
Per fortuna non sanno, dato che sono ignoranti, i danni che stanno causando: si vergognerebbero a morte.
Ma se avete ancora del tempo per leggere questo libro, vi prego.
Mettetevi comodi e fate un grande respiro.
Ho per voi un altra fiaba.
si chiama “La fiaba della Verità”.

LA FIABA DELLA VERITA”
Del professor Felice Progresso
dottore in scienza dell’Utopia Chimeristica

Verrà un tempo, tra molto, molto tempo,
in cui si potrà parlare liberamente di ogni argomento.
Dove l’aspetto non sarà più essenziale per giudicare,
ma uno strumento utile per riconoscere un pensiero da un altro.

Dove si potrà accettare che l’uomo non ha nessuno scopo meno quello che si prefissa,
che nessun Dio ci ha ficcati a forza in un mondo costruito per noi.

Verrà un tempo in cui la paura del cambiamento non impedirà a nessuno di migliorare,
un periodo magnifico che non vedrai mai.

Questa fiaba parla di un ragazzo che sapeva tutto questo, ma non voleva dirlo.
Vedeva quella fiumana di gente precipitarsi alla ricerca del divino,
davanti a chiese e moschee, templi e simboli sacri e pensava:

“Che cosa farebbero poi…
Come impiegherebbero il loro tempo la domenica mattina,
tre volte al giorno senza il loro tappetino, senza il loro muro dove pregare?
Forse partirebbe una sassaiola come quella nella “Fiaba della Felicità”.

Forse è giusto lasciarli pregare, farli credere in un Dio che li riscatti dalla loro vita misera.
Ma perchè non cercano di renderla migliore questa vita?!
Non avrebbero bisogno di Dio, ne degli amici di Dio che rendono misera la loro vita.

In Africa, dove la vita fa ancora più schifo, in molti pregano Cristo…
Gli amici di Cristo con l’8 per 1000 dei loro averi risolverebbero tutti i loro problemi,
ma non fanno nulla per aiutarli, anzi, chiedono loro l’8 per 1000 agli altri.
Per fortuna la Televisione dice il contrario:
Chissà in quanti si incazzerebbero con la Chiesa Cattolica.

In Medio oriente le case sono di fango, perchè dopo una bomba si ricostruiscono più in fretta.
Credo che la miseria possa bastare…invece no.
Ognuno prega almeno tre volte al giorno, non mangia maiale e nasconde il volto delle donne.
Se tutti pensassero almeno tre volte al giorno mangerebbero seduti alla solita tavola,
senza essere divisi da un Dio: uomini e donne non riuscirebbero a nascondere il sorriso.
Ed i bambini potrebbero giocare a muretto senza sfondare i muri delle case.
Senza contare che agli scarti dei missili americani piace il fango…

Invece no.

Chini davanti all’unico muro che i bambini potrebbero usare per giocare a pallone,
a mugugnare e dondolare per chiedere a dio di risolvere i loro problemi.
Stesi e sottomessi a convincersi che Allah è il più grande, il migliore di tutti,
per poi tornare nella convinzione che l’uomo è migliore della donna.
E i cristiani? In processione dietro una croce che sbuffa incenso come una lenta vaporiera.

Non capisco.

Perchè non smettono?!
Non vedono che si lamentano del loro male?
Non vedono che quello in cui credono e in cui riversano la speranza è la fonte di ogni disgrazia?”

“Come ti permetti, Blasfemo!”

Tuonarono i fedeli.

“La religione è l’animo del mondo, la scintilla vitale dell’umanità!
Essa è l’unica via per la salvezza dell’Uomo, tutto è sterile senza di lei!”

Il ragazzo si guardò attorno.
Tutto gli sembrava arido e sminuito se lordato dalla fede in un Dio.

Un prodigio medico si tramutava sempre in un miracolo divino,
in pratica ad ogni guarigione si doveva comprare un santino.
Il dottore ha effettuato con successo un trapianto di cuore: grazie Dio per il miracolo.
La scienza ha scoperto come curare i tumori: grazie Dio per il miracolo.
Che vita di merda era fare il medico se la gente credeva in Dio…
L’astrologia, l’astrofisica o l’Astronomia sembravano offese per i fedeli:
le scienze essenziali per comprendere “dove” siamo e “da quanto” tutto esiste,
prefazione per la concezione di uomo immerso nello spazio-tempo,
tramutate in un ridicolo oroscopo.
La chimica veniva scomodata soltanto in caso di attacchi battereologici,
la fisica per quelli nucleari, la termodinamica veniva scambiata per il termostato
e la psicologia faceva ancora paura o vergogna.

L’importante, quando Dio è presente nella mente di uomo, è la teologia.
Perchè chiedersi, ad esempio, se Cristo ebbe rapporti sessuali o
se Allah era gay è più interessante che risolvere i problemi nel mondo…
Soprattutto più facile che mettere in pratica i loro concetti.

“La Verità è che quello che pregate, tutti, è l’immagine delle vostre speranze.
Il concetto di Dio nasce dalle vostre debolezze e paure.
E chi proclama ad alta voce la sua vicinanza a Dio,
chi costruisce chiese e templi al di fuori del proprio corpo,
unico tempio da rispettare ed adorare, è più vicino alle iene che agli esseri umani.”

E i fedeli lo scannarono e mutilarono, poi infierirono sul cadavere.
E gli Amici di Dio rifiutarono di benedirlo, di assolvere la sua anima corrotta,
alcuni promisero che non si sarebbe più reincarnato.

Poi i musulmani, come milioni di antenne paraboliche, si orientarono verso la mecca con i loro tappetini.
i cristiani si ubriacarono con il sangue di Cristo, i testimoni di Ieova testimoniarono l’accaduto,
affermando di essere stati i soli ad aver visto e capito tutto.
Gli Ebrei scacciarono i bambini dal muro del pianto e riniziarono a dondolarci inebetiti dalle loro parole,
I protestanti protestarono, i mormoni mormorarono e gli avventisti si avventarono sulla salma.
Comunque, in breve erano già tutti immemori dell’accaduto.

E quella Verità che fine ha fatto?
Se vuoi, puoi provare a spiegargliela tu.

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